Glaucoma

Con il termine glaucoma si intende una malattia caratterizzato da lla sofferenza del nervo ottico (otticopatia glaucomatosa) che comporta perdita delle fibre nervose e danni progressivi al campo visivo, dalla periferia verso il centro. E’ una delle più comuni cause di perdita della vista, che però può essere evitata o ridotta mediante visite, accertamenti preventivi e cure adeguate.
Il principale fattore di rischio è l’aumentata pressione intraoculare. Altri fattori di rischio sono l’età (i soggetti anziani hanno maggiore incidenza della malattia), la familiarità, la miopia superiore alle 4 diottrie, patologie vascolari e in particolari fenomeni di vasospasmo o l’ipotensione sistemica (diastolica). I fattori di rischio concorrono ognuno in maniera diversa a provocare una “vulnerabilità” del nervo ottico al danno glaucoma toso, che pertanto si può sviluppare con qualsiasi valore di tensione oculare.
Le caratteristiche principali della malattia sono:

  • escavazione aumentata della papilla ottica, dovuta alla perdita di fibre nervose che formano il nervo ottico
  • riduzione del campo visivo, che si traduce nella riduzione della capacità di vedere oggetti o persone che si trovano fuori dal punto di fissazione
  • aumento della pressione intraoculare (> 21 mmHg)

 Si distinguono diversi tipi di glaucoma:
Glaucoma ad angolo aperto. E’ il tipo di glaucoma più frequente. E’ causato da un progressivo ostacolo al deflusso dell’umore acqueo dall’occhio, nonostante le strutture preposte (l’angolo irido-corneale) siano aperte, cioè non presentino alterazioni anatomiche che ne impediscano il funzionamento. Non determina sintomi ed è progressivo, causando pertanto in maniera asintomatica e non dolorosa la perdita graduale ed irreversibile del visus.
Glaucoma ad angolo chiuso. L’aumento della pressione intraoculare è elevato a causa dell’ostacolo al deflusso dell’umore acqueo a livello dell’angolo irido-corneale, che si presenta chiuso. Esso  può insorgere in maniera acuta (provocando dolore e improvviso calo del visus) o in maniera cronica, come esito di attacchi ripetuti di chiusura dell’angolo nel corso del tempo.
Glaucoma a bassa pressione (o a pressione normale). Si tratta di un tipo di glaucoma ad angolo aperto caratterizzato da danni al nervo ottico (aumento dell’escavazione papillare e alterazioni al campo visivo), ma senza il riscontro di un valore elevato della pressione intraoculare o addirittura con valori bassi.
Glaucoma congenito. E’ causato da un anomalo sviluppo dell’angolo irido-corneale, con malformazioni che ostacolano il deflusso dell’umore acqueo. I sintomi classici sono rappresentati da sensibilità alla luce (fotofobia), lacrimazione e ammiccamento incontrollabile (blefarospasmo), che accompagnano la presenza di occhi ingranditi e lievemente opacati (a causa della sofferenza corneale). 
Glaucoma secondario. Gruppo di patologie caratterizzate dall’aumento della pressione intraoculare per una aumentata resistenza all’eliminazione dell’umore acqueo provocato da diverse malattie. 
Nel caso del glaucoma neovascolare ad esempio (che si verifica in seguito a trombosi venosa o diabete), la presenza di un tessuto anomalo composto da vasi sanguigni e tessuto fibroso che ricopre le strutture angolari, causa un ostacolo al deflusso dell’umore acqueo.

La diagnosi viene effettuata mediante:

1. tonometria, che consente di misurare la pressione intraoculare. Ancora più attendibile è la curva tonometrica, cioè la misurazione della pressione eseguita in diversi momenti della giornata (h8-h12-h16-h19).

2. l’aspetto del nervo ottico e in particolare la valutazione dell’escavazione papillare, cioè la parte chiara della papilla del nervo ottico, che rappresenta una zona priva delle fibre nervose che compongono il nervo.

Al sospetto di un danno si sottopone il soggetto ad altri esami, come il campo visivo computerizzato e l’esame OCT. 

3. Il campo visivo computerizzato è un esame che consente di visualizzare l’estensione del campo visivo oculare e che serve per individuare eventuali danni al nervo ottico, che si manifestano come zone di “ombra” nel campo visivo. Esso viene eseguito periodicamente anche nel follow-up di casi conclamati di glaucoma.

4. L’esame OCT del nervo ottico permette di analizzare l’aspetto anatomico della papilla ottica, misurando il particolare lo spessore delle fibre nervose papillare. I dati ottenuti con l’OCT spesso dimostrano, in maniera più precoce rispetto all’esame del campo visivo, i danni glaucomatosi al nervo ottico.